“Ho la prostata ingrossata”: è un tumore?

Quasi sempre no. Facciamo chiarezza, perché è la confusione che spaventa di più.

La sigla che senti dal medico è IPB: Ipertrofia (o Iperplasia) Prostatica Benigna — in inglese BPH. La parola che conta è quella in mezzo: benigna. È l’ingrossamento naturale della prostata che arriva con l’età ed è comunissimo: riguarda gran parte degli uomini dopo i 50 anni e la maggioranza dopo i 70. Non è un tumore, non si diffonde e non si trasforma in tumore.

La differenza in una frase

L’IPB è un problema di qualità della vita (ti dà fastidi urinari). Il tumore della prostata è un problema di salute e sopravvivenza (all’inizio silenzioso, ma da curare). Sono due cose diverse, anche se possono dare disturbi simili.

IPB (ipertrofia benigna)Tumore della prostata
Cos’èIngrossamento benigno della ghiandolaCrescita maligna di cellule
Dove cresceNella parte interna, attorno all’uretraSpesso nella parte esterna della ghiandola
SintomiDisturbi urinari presto: getto debole, urgenza, pipì di notteAll’inizio, di solito nessun sintomo
PericolositàNon mette a rischio la vita; incide sul benesserePuò essere grave se trascurato; oggi spesso curabile
Si diffonde?NoSì, se avanzato e non trattato
Effetto sul PSAPuò alzarloPuò alzarlo

Tre falsi miti da sfatare

  1. “L’ingrossamento diventerà un tumore.” Falso: sono malattie diverse, l’IPB non si trasforma in cancro.
  2. “Ho il PSA alto, quindi ho il cancro.” Falso: anche l’IPB alza il PSA, così come infiammazioni, sport o rapporti recenti. Un PSA alto dice solo “approfondiamo”, non “è un tumore”.
  3. “Se ho l’IPB sono al sicuro dal tumore.” Attenzione: le due cose possono coesistere nello stesso uomo. Avere l’IPB non ti esclude dai controlli.

Poiché i sintomi si somigliano, solo il medico può distinguerle, con visita, PSA ed eventualmente risonanza o biopsia (→ vedi Gli esami).

Come si cura l’IPB

La cura si sceglie in base a quanto i disturbi ti danno fastidio, non solo alle dimensioni della prostata. Si va dal non fare nulla, al farmaco, fino — solo se serve — a un intervento.

1. Tenere d’occhio + stile di vita (fastidi lievi)

Spesso, se i disturbi sono lievi, basta monitorare e cambiare qualche abitudine: bere meno la sera, ridurre caffè e alcol, “rieducare” la vescica, curare la stitichezza e rivedere con il medico alcuni farmaci che peggiorano il getto (certi decongestionanti e antistaminici).

2. I farmaci

  • Alfa-litici (es. tamsulosina, alfuzosina, silodosina): rilassano la muscolatura e migliorano il getto in pochi giorni. Possibili effetti: capogiri, eiaculazione ridotta o “secca”.
  • Inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride, dutasteride): rimpiccioliscono davvero la ghiandola nel giro di mesi, utili sulle prostate grandi; effetti soprattutto sulla sfera sessuale.
  • Terapia combinata dei due, per prostate grandi e sintomi importanti.
  • Tadalafil a basso dosaggio quotidiano: utile soprattutto se c’è anche difficoltà di erezione.
  • Farmaci per la vescica iperattiva (es. mirabegron) quando dominano urgenza e frequenza.
  • Fitoterapia (Serenoa repens): molto usata, ma con prove di efficacia modeste e discordanti.

3. Procedure e chirurgia

Si valutano quando i farmaci non bastano o ci sono complicanze (ritenzione urinaria, infezioni ripetute, calcoli in vescica, sangue nelle urine, sofferenza dei reni): TURP (resezione transuretrale), laser (HoLEP, GreenLight), tecniche mini-invasive (Rezūm, UroLift, iTind, Aquablation, embolizzazione PAE), adenomectomia/prostatectomia semplice per prostate molto grandi.

Una distinzione importante: l’intervento per l’IPB NON è lo stesso del tumore. Per l’IPB si toglie solo la parte interna ingrossata; per il tumore si fa la prostatectomia radicale, che rimuove tutta la prostata. È il motivo per cui, di solito, l’intervento per l’IPB ha conseguenze diverse su continenza e sessualità.

Quando preoccuparsi

Vai dal medico senza rimandare se non riesci a urinare del tutto, se vedi sangue, se hai febbre con bruciore, o se i disturbi peggiorano in fretta. Per il resto: l’IPB si gestisce bene, e oggi le opzioni sono tante. Parlane con il tuo urologo.


Avvertenza. Informazioni divulgative, non un consulto medico. La scelta giusta dipende dal tuo caso e si decide con l’urologo. Ogni caso è diverso: parla sempre con il tuo urologo, oncologo o medico di base prima di prendere decisioni sulla tua salute. In caso di emergenza, chiama il 112.