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Perché ho creato lamiaprostata.com

Due anni fa, nel 2024, un medico mi ha detto la frase che nessun uomo vuole sentire: “è un tumore alla prostata”. Ricordo bene la paura di quel giorno. La testa che va a mille, le ricerche notturne su internet, le pagine piene di termini incomprensibili o, peggio, di allarmismi.

Quello che cercavo — e che non ho trovato — era semplice: qualcuno che ci fosse già passato e che mi parlasse da pari a pari. Senza camice, senza vendermi niente, senza terrorizzarmi e senza promettermi miracoli.

Oggi sto bene. E ho un debito da restituire.

Ho fatto gli esami, ho scelto l’intervento, ho affrontato il recupero — il catetere, gli esercizi del pavimento pelvico, i dubbi sulla sessualità, l’ansia dei controlli. Oggi, due anni dopo, il mio PSA è non dosabile. Sono tornato alla mia vita.

Questo sito non vende niente e non guadagna niente. È il mio modo di restituire alla società quello che la società ha dato a me: una seconda possibilità. Una nuova vita.

Cosa troverai qui

Tutto quello che avrei voluto sapere io il giorno della diagnosi: come capire esami e referti con parole semplici, come affrontare le cure e il recupero senza tabù, come vivere il dopo con serenità. E se hai solo bisogno di parlarne, scrivimi: ti rispondo da uomo a uomo.

Se sei qui perché sei preoccupato, ti dico la cosa più importante subito: oggi il tumore alla prostata, scoperto in tempo, si cura con ottime prospettive. Io ne sono la prova. Non sei solo su questa strada.


Avvertenza. Questo sito raccoglie la mia esperienza personale, informazioni divulgative e risorse utili. Non è un consulto medico e non sostituisce il rapporto con il tuo medico. In caso di emergenza, chiama il 112.

Le domande che tutti si fanno

Risposte veloci, da uomo a uomo.

Un PSA alto significa che ho un tumore?
No. Il PSA può salire anche per l’ingrossamento benigno della prostata, un’infiammazione, l’età o lo sport. È un campanello, non una sentenza: serve a decidere se approfondire. Porta il referto al tuo medico o a un urologo.
Da che età controllare la prostata?
In genere una prima visita urologica intorno ai 50 anni, o ai 40-45 se in famiglia c’è già stato un caso. Il controllo di base è un semplice prelievo per il PSA e una visita. L’età giusta per te la stabilisce il medico.
La biopsia fa male?
È più un fastidio che un dolore: si fa in anestesia locale, in pochi minuti. È l’unico esame che dà la certezza. Spesso oggi si fa prima una risonanza per capire se e dove serve davvero.
Dopo l’intervento resterò incontinente?
Nella grande maggioranza degli uomini la continenza torna, spesso entro qualche mese. Gli esercizi del pavimento pelvico aiutano molto, e iniziarli prima dell’intervento accelera il recupero.
Tornerò a una vita sessuale?
Sì: diverso non significa finito. Il recupero è una maratona, non uno sprint, e serve pazienza. Esiste una vera riabilitazione, da impostare con l’andrologo. Tanti uomini tornano a una vita piena.
Il tumore alla prostata si guarisce?
Scoperto in tempo, ha ottime prospettive. Secondo AIRC la sopravvivenza a 5 anni supera il 90%. Io ne sono una prova: due anni dopo l’intervento il PSA è ancora non dosabile. La differenza la fa la diagnosi precoce.

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