Risposte veloci, da uomo a uomo.
Un PSA alto significa che ho un tumore?
No. Il PSA può salire anche per l’ingrossamento benigno della prostata, un’infiammazione, l’età o lo sport. È un campanello, non una sentenza: serve a decidere se approfondire. Porta il referto al tuo medico o a un urologo.
Da che età controllare la prostata?
In genere una prima visita urologica intorno ai 50 anni, o ai 40-45 se in famiglia c’è già stato un caso. Il controllo di base è un semplice prelievo per il PSA e una visita. L’età giusta per te la stabilisce il medico.
La biopsia fa male?
È più un fastidio che un dolore: si fa in anestesia locale, in pochi minuti. È l’unico esame che dà la certezza. Spesso oggi si fa prima una risonanza per capire se e dove serve davvero.
Dopo l’intervento resterò incontinente?
Nella grande maggioranza degli uomini la continenza torna, spesso entro qualche mese. Gli esercizi del pavimento pelvico aiutano molto, e iniziarli prima dell’intervento accelera il recupero.
Tornerò a una vita sessuale?
Sì: diverso non significa finito. Il recupero è una maratona, non uno sprint, e serve pazienza. Esiste una vera riabilitazione, da impostare con l’andrologo. Tanti uomini tornano a una vita piena.
Il tumore alla prostata si guarisce?
Scoperto in tempo, ha ottime prospettive. Secondo AIRC la sopravvivenza a 5 anni supera il 90%. Io ne sono una prova: due anni dopo l’intervento il PSA è ancora non dosabile. La differenza la fa la diagnosi precoce.
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