Non avevo sintomi. Avevo superato i 50 e, come molti uomini, avevo rimandato il controllo dall’urologo per anni. “Sto bene, perché andarci?” Questo è esattamente il pensiero che per poco non mi è costato caro.

Il giorno della diagnosi

Quando, nel 2024, il medico ha pronunciato la parola “tumore”, il mondo si è fermato. Ho pensato subito al peggio. È normale. Ma è proprio lì che ho imparato la prima lezione: la parola fa più paura della malattia. Il tumore alla prostata in stadio iniziale ha cure efficaci e percentuali di guarigione altissime.

Le decisioni

Ho fatto gli esami — PSA, risonanza multiparametrica, biopsia — e il referto diceva Gleason 3+4, un tumore a rischio intermedio favorevole. Ho scelto l’intervento, e ho avuto paura delle due cose di cui nessuno parla: l’incontinenza e la sessualità. Le affronto tutte in questo sito, senza tabù.

Oggi

Oggi, due anni dopo, il mio PSA è non dosabile. Sono tornato allo sport, al lavoro, alla vita. Non è stato facile, ma si torna a vivere. E si torna spesso più consapevoli e più forti di prima.

Perché ho creato questo sito

Ho creato questo sito perché nessun uomo debba sentirsi solo e perso come mi sono sentito io quel primo giorno. Non è un sito commerciale: è il mio modo di restituire alla società quello che la società ha dato a me — una seconda possibilità. Una nuova vita.

Se ci sono passato io, puoi farcela anche tu.


Avvertenza. Questo sito raccoglie la mia esperienza personale, informazioni divulgative e risorse utili. Non è un consulto medico e non sostituisce il rapporto con il tuo medico. Ogni caso è diverso: parla sempre con il tuo urologo, oncologo o medico di base prima di prendere decisioni sulla tua salute. In caso di emergenza, chiama il 112.